MOSTRA FOTOGRAFICA
‘CAMMINAMI SUGLI OCCHI. L’IRAN NELLE FOTO DI PAOLO WOODS”
Fondazione Studio Marangoni - fsmgallery
Via San Zanobi 19/r
Inaugurazione giovedì 4 febbraio 2010 _ ore 18.30 – 21.00
apertura fino al 14 Marzo 2010
orari: da lunedì a sabato 15.00 – 19.00
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze in collaborazione con l’associazione culturale Map of Creation è lieta di presentare “Camminami Sugli Occhi”. L’Iran nelle Foto di Paolo Woods, la prima mostra personale di Paolo Woods a Firenze, alla Fondazione Studio Marangoni – fsmgallery in via San Zanobi 19 Rosso.
Da oltre cinque anni Woods lavora ad una serie di ritratti degli Iraniani. Nei suoi scatti racconta di un paese più vasto, più umano e più complesso dei clichè che caratterizzano l’Iran dai tempi della Rivoluzione Islamica. In un momento in cui il paese sta vivendo sconvolgimenti epocali e si trova al centro dell’attenzione internazionale, Woods vuole indagare più profondamente nella psiche e nell’identità nazionale degli Iraniani, usando come prisma i singoli individui.
Paolo Woods bio
Paolo Woods, 39 anni, è nato in Olanda da padre canadese e madre olandese, è cresciuto a Firenze e attualmente vive a Parigi. Dopo aver realizzato un’inchiesta approfondita sul mondo del petrolio, dal titolo “Un Monde de Brut” (2003), e aver fatto un lungo reportage sulle guerre americane in Afghanistan e in Iraq con “American Chaos” (2004), per due anni si è dedicato a documentare la conquista cinese dell’Africa, realizzando “Cinafrica” (2008). I progetti di Paolo Woods diventano mostre, libri (editi in Italia da Il Saggiatore e da Contrasto) ed articoli pubblicati dalla stampa internazionale. Lo scrittore e giornalista svizzero Serge Michel, incontrato a Tehran nel 1999, è il co-autore di tutti i suoi progetti.
I suoi reportage appaiono regolarmente su Time, Newsweek, Stern, Le Monde, e numerose altre riviste internazionali. Ha esposto in Francia, Italia, Spagna, Austria, Olanda, Stati Uniti e Cina. Le sue fotografie sono conservate alla Biblioteca Nazionale di Francia, e sono presenti nelle collezioni della FNAC e dello Sceicco Saud Al-Thani del Qatar.
Ha ricevuto il premio Alstom per il giornalismo, il premio “Media North-South” di Ginevra, un World Press Photo per il suo lavoro sull’insurrezione in Iraq, e il premio GRIN e Moving Walls per il suo lavoro sulla Cinafrica.
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MOSTRA PAOLO WOODS
Mr Mohtashemi gestisce la “Scuola del Sorriso” dal suo piccolo ufficio a Nord di Tehran. Mohtashemi applica un metodo Indiano, che crede che l’atto fisico del ridere abbia i suoi effetti positivi sulle persone e anche sulla costruzione della fiducia in sé stessi. Nelle sue classi Mohtashemi guida i suoi studenti negli esercizi che insegnano a ridere, e associa a questi lezioni sul modello Americano del Master Anthony Robbins.
Gli studenti pagano 200$ all’anno per seguire i suoi corsi.
Mehrdad, 34 anni, viene da una famiglia di bazaaris – commercianti – e vende tappeti fatti da nomadi a una clientela Internazionale e Iraniana dal suo bazaar a Tehran. La sua vera passione però è la natura. I due anni trascorsi dietro al traffico di droga, durante il servizio militare nel deserto del Balchistan, lo hanno portato ad innamorarsi dei panorami naturali Iraniani e così, nel tempo libero, con il fratello ha cominciato a dedicarsi alla caccia, ai tour nel deserto e ai fuori strada. La sua ambizione è quella di diventare un fotografo naturalista e il suo sogno è fotografare la rara specie di felini Cheetah. Qui lo vediamo dopo una bella giornata trascorsa a fotografare pernici tra le montagne, Mehrdad è frustrato dal modo in cui gli Iraniani trattano il loro ambiente. “Se i basiji cominciassero a fermare le persone e obbligarle a non buttare a terra immondizia invece che controllare il velo delle donne, questo paese sarebbe molto migliore”. Sempre ben vestito, Mehrdad cucina e stira le sue camice. Sua madre lo spinge a sposarsi ma al momento non ha piani: “le ragazze in Iran guardano solo ai soldi che hai”, dice.
Sanaz, 32 anni, sposata, senza figli fa la dentista da sei anni e ha pazienti sia maschi che femmine. Sono stati i suoi genitori a supportarla nella scelta di questa professione.
“Ci sono più donne dentiste a Tehran che uomini” dice. “Anche all’Università di medicina le donne sono più degli uomini. La stampa straniera mostra sempre le donne Iraniane secondo i cliché, ma le cose sono diverse. La legge Islamica di solito non supporta le donne ma in Iran ci sono tantissime opportunità per le donne. Guardate me!”.
FOTO PAOLO WOODS
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